Bolle d’aria nell’argilla

ELLA Tonino Scuccimarra

I segreti dell’impasto

Ritrovarsi con le mani in pasto, già fra i primi giorni del 2019, ci fa capire che da ELLA l’argilla è sempre ben lavorata. E si è proprio così, gli incidenti che si possono riscontrare se la creta non è ben impastata sono spesso davvero spiacevoli. Già negli articoli precedenti abbiamo accennato a questo piccolo passaggio di fondamentale importanza.

Le normali fasi di realizzazione che si presentano nella lavorazione della terracotta sono sostanzialmente due: la prima cottura e successivamente nel suo splendore la decorazione.

Tutto ciò è fantastico se di base nel primo impasto non si presentino delle bolle d’aria. Cosa vuol dire tutto ciò, che quando l’argilla subisce dei movimenti di rotazione e compressione su se stessa è possibile che si incanalino delle insenature d’aria nel suo impasto.

L’occhio di un buon Maestro è quello dunque di capire al tatto, se l’argilla che si ha sotto le mani è stata ben pressata, con uno spessore massimo di 3 centimetri per le sculture.

impastare l'argilla

Cosa avviene di fatti in fase di cottura? La creta si solidifica passando ad uno stato solidificazione tale, da non permettergli più altre manipolazioni. In questa fase avviene anche una riduzione del pezzo del 10% circa. Il vero problema è sito nel controllo delle bolle d’aria che l’opera sé portata con se nel forno.

Se queste sono poste sulla superficie del pezzo limitrofe ad un esplosione e poi solidificazione del pezzo, non accadrà nulla di grave, ma se queste in fase di cottura iniziano a cercare e creare dei varchi proprio come le bolle d’aria in acqua, l’opera prima inizia ad incrinarsi nel forno, poiché a 600 gradi il pezzo e già rigido, fino a rompersi definitivamente con la fuoriuscita dalla terra cotta di queste bolle d’aria.

Ora provate a immaginare un lavoro che ha richiesto un particolare impegno e che poi alla fine, per una distrazione nell’impasto, si rivelato danneggiato quanto può essere demoralizzante. Per fortuna da Ella la Bottega dell’arte le maestrie sono all’ordine del giorno, quindi per i corsisti non c’è alcun timore di danneggiare i pezzi, questi saranno poi riparati come nuovi. Tornando dunque a parlare dell’impasto oggi le grandi aziende come la Colorobbia  vendono i pacchi di creta già abbondantemente impastata, con procedimenti che variano anche a seconda delle esigenze del mercato, fornendo ai ceramisti, tanti tipi di argille quante sono le necessita del suo utilizzo

Rimane comunque di base, che anche un pacco appena uscito di fabbrica debba comunque un minimo essere ammorbidito e impastato con le proprie mani, quindi attenzione a come la si gira.

Fra le tecniche più antiche di impasto possiamo citare quella a pressione, dove l’argilla viene posta dentro dei tubi che la comprimono a sufficienza tale da spingere tutte le bolle d’aria fuori dalla creta. Un altro stile di impasto e sicuramente il più antico e millenario  è quello di creare dei cilindri, che corrisponde alla tecnica del colombino mentre per chi avesse già dimestichezza con la farina si può anche rifare agli impasti del pane.

Nel Laboratorio di ceramica di ELLA sito a Roma nord, scusatemi il gioco di parole, la qualità dell’argilla è veramente buona … come il pane.